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Nella lista stilata dal Guardian sui migliori show televisivi che probabilmente nessuno avrebbe guardato c’era anche Last Chance U, serie documentaria targata Netflix che racconta la storia della squadra di football East Mississippi Community College Lions, che accoglie gli atleti cacciati dalle squadre della prima divisione della NCAA (il massimo campionato universitario) per cattiva condotta o per voti troppo bassi. Il claim della serie – tratta da un articolo di GQ – è per nulla casualmente “From troublemakers to playmakers” e 3Cycle ne ha curato l’edizione italiana fin dalla prima serie.

Marco Benevento, che ne ha diretto il doppiaggio (alternandosi con Valerio Sacco), ci racconta qualcosa di più, in attesa del rilascio su Netflix della terza stagione. Stavolta girata all’Independence Community College del Kansas, con i Pirates.
«Nonostante io sia tutt’altro che un appassionato di football americano, devo sottolineare una cosa: c’è una cura estetica in questa serie pari a quella di un prodotto cinematografico, ha una confezione molto poco “sportiva” e un taglio decisamente introspettivo, capace di raccontare le sfumature caratteriali dei vari personaggi che riescono ad avvincere anche lo spettatore più restio. I protagonisti sono tutti afroamericani, con un passato difficile alle spalle o per lo meno un’infanzia complicata e lottano non solo in campo, ma anche fuori, a scuola. Sono ragazzi problematici che cercano un riscatto sul campo da football. Lo stesso approccio degli attori, che quando si trovano a doppiare un documentario sono di solito più rilassati, lo ha dimostrato: c’erano molte parti da interpretare nel vero senso della parola. Un documentario che gioca a fare la fiction insomma.»