La serie esplora i grandi miti per capire quanto continuino a parlare del presente: relazioni, identità, potere, paura, desiderio, colpa, destino. Ogni episodio racconta un personaggio o una storia del mito classico e la rilegge con uno sguardo contemporaneo, mescolando divulgazione, cultura pop, riflessioni personali e ironia. TCDD non è una lezione di storia né un podcast accademico, ma un concerto a tre voci, che usa gli dei e gli eroi come specchio delle nostre contraddizioni quotidiane.
Perché i miti sono risposte antiche a domande moderne.
Il nuovo podcast originale di 3Cycle condotto da Marco Guadagno, Emma De Longis e Massimiliano Manfredi.
Disponibile su:
Episodio 01
Descrizione
In questa puntata di Tutta colpa degli Dei, il nuovo podcast di 3Cycle con Marco Guadagno, Emma De Longis e Massimiliano Manfredi, si parla di uno dei miti più celebri e controversi di sempre: Edipo. Tra profezie ineluttabili, scelte sbagliate e responsabilità personali, i tre host discutono di quanto questa storia antichissima sia ancora sorprendentemente attuale. Con un tono leggero, ironico e ricco di esempi contemporanei, la puntata esplora temi come il destino, l’identità, il rapporto con i genitori e il peso delle aspettative, mostrando come un mito classico parli ancora della vita di tutti noi. Una chiacchierata brillante tra filosofia pop, psicologia e cultura per scoprire che, spesso, non è tutta colpa degli dei.
Episodio 02
Descrizione
Nella prima puntata abbiamo aperto una porta: quella su un mondo in cui gli dèi sono presenze ingombranti, emotive, spesso con seri problemi di gestione della rabbia. Oggi facciamo un passo in più e entriamo in una storia che parla di bellezza e di rifiuto… e di uno sguardo che vale più di mille swipe di Tinder.Questa è la storia di Narciso, un ragazzo così bello da far crashare l’autostima di chiunque lo guardasse. Così desiderato da non dover mai desiderare nessuno. Ma anche così concentrato su sé stesso da riuscire a innamorarsi soltanto… del suo riflesso. Un mito che tutti pensiamo di conoscere, ma che nasconde una tragedia elegante e silenziosa, forse anche ridicola: quella di un’identità che si costruisce specchiandosi negli altri.E che, a forza di cercarsi, finisce per perdersi.Ma quindi, alla fine, è davvero Tutta colpa degli dei?O è solo una scusa dell’uomo?
Episodio 03
Descrizione
Benvenuti a Tutta colpa degli dei.Nelle prime puntate abbiamo aperto una porta: quella su un mondo in cui gli dèi non sono solo entità lontane e perfette, ma presenze che intervengono… spesso nel modo meno pedagogico possibile. Oggi entriamo in una storia che parla di libertà, entusiasmo, esuberanza, e di una pessima gestione di ognuna di esse.Questa è la storia di Icaro, un ragazzo che finalmente può volare, letteralmente: ali nuove, cielo libero, zero traffico, zero limiti. L’unica regola? Non esagerare. E se c’è una cosa che l’essere umano ha sempre gestito malissimo, è proprio il concetto di “non esagerare”.Un mito che tutti ricordiamo come una punizione per la superbia, ma che in realtà racconta qualcosa di molto più familiare: il momento esatto in cui smetti di avere paura e inizi a sbagliare. Non è forse vero che crescere significa anche scoprire quanto è sottile la linea tra slancio e incoscienza?Ma quindi, alla fine, è davvero Tutta colpa degli dei?O è solo una scusa dell’uomo?
Episodio 04
Descrizione
Benvenuti a Tutta colpa degli dei.Abbiamo visto come gli dèi sappiano essere imprevedibili, capricciosi, a volte persino crudeli. Ma ci sono storie in cui la questione è ancora più complicata: perché il torto iniziale non genera un mostro, bensì una vittima.Oggi entriamo nel mito di Medusa. Tutti la ricordiamo per quello che è diventata: lo sguardo che pietrifica, i serpenti tra i capelli, il mostro che Perseo deve decapitare così da diventare un eroe. Prima di essere un mostro, però, Medusa era una ragazza, e prima di essere un pericolo da eliminare era qualcuno a cui era successo qualcosa di terribilmente ingiusto.È uno di quei miti che, raccontati da vicino, cambiano completamente prospettiva: perché qui non parliamo solo di mostri e di eroi, ma di punizioni divine, di colpe spostate da una parte all’altra, e di una trasformazione che sembra più una condanna che una giustizia. E in fondo non è così diverso da oggi: basta poco perché una persona passi dall’essere vittima all’essere etichettata come mostro, soprattutto quando la storia la raccontano gli altri.E allora la domanda diventa inevitabile: quando nasce davvero il mostro? Nel momento in cui qualcuno compie un torto… o nel momento in cui la società decide come punirlo?Ma quindi, alla fine, è davvero Tutta colpa degli dei?O è solo una scusa dell’uomo?
Episodio 05
Descrizione
Benvenuti a Tutta colpa degli dei.
In questa puntata scopriamo che gli dèi, oltre ad essere capricciosi e belligeranti, hanno un talento speciale: concedere cose incredibili accompagnandole sempre con una clausola. Una piccola regola, una di quelle frasi che iniziano con: “Va bene, però devi…”Questa è la storia di Orfeo ed Euridice. Lei muore, lui scende negli Inferi, supera Cerbero, suona per Ade e Persefone e li convince a restituirgli Euridice, che può tornare tra i vivi. Condizione? Una sola. Orfeo deve camminare davanti a lei fino all’uscita dell’Ade e non deve voltarsi a guardarla.Perché nel momento in cui ti dicono “non farlo”, il cervello umano entra in modalità autosabotaggio: ma se mi voltassi solo un secondo? Che sarà mai, un secondo?E poi c’è il dubbio. Sta davvero camminando dietro di me? E se lei non ci fosse più? Mi stanno fregando?E così una delle storie d’amore più famose della mitologia greca diventa anche una delle più grandi dimostrazioni di quanto l’essere umano faccia fatica a rispettare persino la regola più semplice del mondo. E agli dèi piace, questa cosa, ci vanno matti.
Ma alla fine, è davvero Tutta colpa degli dèi?
O è solo una scusa dell’uomo?
Episodio 06
Descrizione
Episodio 07
Benvenuti a Tutta colpa degli dèi.
Oggi, dopo aver attraversato storie di limiti superati e cadute inevitabili, incontriamo qualcuno che quei limiti ha deciso di infrangerli consapevolmente. Nelle scorse puntate abbiamo capito che gli dèi non sono esattamente famosi per la loro gestione zen del potere, e perciò, con loro, questa linea d’azione non è mai consigliabile.Questa è la storia di Prometeo, il titano che, osservando gli uomini, scopre qualcosa che gli dèi avevano scelto di ignorare: il loro potenziale; non erano solo creature fragili da lasciare al buio, ma individui migliorabili con un piccolo aiuto; Prometeo sceglie perciò di fare una cosa semplice, diretta, per niente rischiosa: ruba il fuoco agli dèi e lo consegna all’umanità. Upgrade installato, civiltà avviata, problemi in arrivo.Perché ogni conquista ha un prezzo, e il prezzo, quando di mezzo c’è Zeus, non è mai simbolico. È più un “punizione eterna con effetti speciali”: Prometeo viene infatti beccato, incatenato a una roccia, con un’aquila che ogni giorno gli mangia il fegato e ogni notte il fegato ricresce.Prometeo, con il suo altruismo, è il perfetto mito di chi aiuta troppo, di chi si assume responsabilità che non gli spettano, di chi accende una torcia sapendo che potrebbe bruciarsi, di chi pensa: “Vabbè, cosa vuoi che succeda?”.Punizione forse un po’ eccessiva? Se l’è meritato, o Zeus ha (come spesso fa) esagerato?
Alla fine, quindi, è davvero Tutta colpa degli dei?O è solo una scusa dell’uomo?
Episodio 07
Descrizione
Eccolo Benvenuti a Tutta colpa degli dei.
Nelle precedenti puntate abbiamo visto cosa succede quando si sfidano i limiti, quando si disobbedisce… e quando qualcuno paga il prezzo. Oggi entriamo in una storia in cui la colpa sembra chiarissima. Fin troppo.In questa puntata raccontiamo la storia di Pandora, la prima donna della mitologia greca, spesso ricordata come colei che ha scatenato dolore, malattia e morte. Una reputazione mica male, considerando che tutto nasce da… un contenitore e una raccomandazione: “Non aprirlo.”Ora, diciamolo: se c’è una cosa che l’essere umano non sa fare è proprio ignorare un divieto del genere, anzi più è vago, più diventa irresistibile. Cosa ci sarà dentro? Perché non posso? Chi l’ha deciso?E così Pandora diventa il simbolo perfetto di qualcosa che conosciamo benissimo: quel momento in cui la curiosità supera la prudenza.Quel click mentale che ti fa pensare “solo un attimo”… e poi non si torna indietro. Ma è davvero così?Dietro il mito del vaso proibito si nasconde qualcosa di molto più umano: la curiosità, il desiderio di sapere, il bisogno di aprire ciò che ci viene detto di lasciare chiuso, e forse anche il fatto che certe domande, una volta aperte, non si richiudono più.Soprattutto, sapere di più ci rende davvero più liberi, o più fragili? Ed è colpa di chi domanda, o chi fornisce le risposte?
Alla fine è davvero Tutta colpa degli dei, ci danno le risposte?O è solo una scusa dell’uomo?
Episodio 08
Descrizione
Benvenuti a Tutta colpa degli dei.
Nelle precedenti puntate abbiamo visto cosa succede quando si sfidano i limiti, quando si disobbedisce, o quando da soli si paga il prezzo per una comunità intera. Oggi entriamo in una storia diversa: quella in cui tutto finisce… e proprio lì ricomincia.
Questa è la storia di Deucalione e Pirra. Un diluvio mandato dal bizzoso Zeus cancella quasi completamente l’umanità. Reset totale. Fine del gioco, e neanche una casa dove “andare tutti a casa”. Eppure loro due restano, in mezzo al silenzio, a guardare un mondo che non esiste più; a quel punto arriva la domanda vera: cosa fai, quando tutto quello che conoscevi è finito?
È qualcosa che succede continuamente, anche oggi: una relazione che si spezza, un lavoro che finisce, una fase della vita che si chiude senza chiederti il permesso. In questi casi non si tratta più di sopravvivere, si tratta di reinventarsi.
Deucalione e Pirra lo fanno in modo peculiare e potentissimo: lanciano pietre dietro di loro, e da quelle pietre nascono nuovi esseri umani.
Da un cataclisma nato da un capriccio degli dei si può arrivare alla rinascita: è quindi davvero Tutta colpa degli dei?
O è solo una scusa dell’uomo?
Episodio 09
Descrizione
Benvenuti a TUTTA COLPA DEGLI DEI Oggi entriamo in una storia che parla di desiderio, attrazione, cioè quella cosa per cui finiamo spesso per volere esattamente ciò che sembra incompatibile con noi. Questa è la storia di Ares e Afrodite.Lui: dio della guerra, impulsivo, caotico, praticamente il capo delle redflags con l’armatura. Lei: dea dell’amore, della bellezza, del desiderio. Eleganza, fascino, magnetismo puro.C’è un problema ulteriore, però: Afrodite è sposata con Efesto, il dio fabbro: bruttino ma affidabile, lavoro stabile, mani d’oro. In teoria, la scelta giusta. Eppure tra Afrodite e Ares scatta qualcosa di potentissimo, incontrollabile, quel tipo di reazione istintiva che se facessero un film chiamerebbero subito Michael Douglas e Sharon Stone.Il problema? Gli dei adorano giudicare gli errori degli altri, e quindi arriva la punizione, o meglio: l’umiliazione pubblica.Una trappola ordita dal marito geloso (ci sta), tutto il parterre dell’Olimpo invitato a guardare, zero privacy e palese gossip. Ma sotto il dramma mitologico c’è qualcosa di molto più vicino a noi: perché Ares e Afrodite raccontano il conflitto tra ciò che ci fa bene e ciò che ci accende davvero, la parte di noi che cerca equilibrio e quella che vuole avventura e intensità; e soprattutto ci ricordano che dentro ognuno di noi convivono guerra e amore, istinto e armonia, distruzione e desiderio, e ignorare una parte spesso non funziona.Qualcuno dirà: sono gli dei che ci hanno fatto così, il dualismo è colpa loro.Ma alla fine, è davvero Tutta colpa degli dei? O è solo una scusa dell’uomo?


