Rupert Grint è cresciuto. E in Sick Note (serie online su Netflix) indossa i panni di un personaggio che si caccia nei guai perché mente continuamente, anche senza una precisa ragione. A prestargli la voce nell’edizione italiana curata da 3Cycle è Flavio Aquilone.
«È stato molto divertente lavorare a questa serie, mi ha permesso di cimentarmi in un carattere particolare, su di un personaggio che fa simpatia. Sick Note ha diversi momenti un po’ grotteschi e forse questo è il suo punto forte. Ha fatto divertire anche me, mentre ero in sala con la direttrice Alessia Amendola. Con Alessia, anche se siamo praticamente cresciuti insieme, è stata la prima volta insieme in queste nuove vesti (direttore/doppiatore) ed è stata una piacevole conferma del nostro feeling professionale. Infatti questa è stata una lavorazione anche intensa, io ho fatto molti turni e con ritmi serrati, ma abbiamo avuto comunque modo di divertirci, cosa che quando si fa un prodotto del genere è fondamentale. Perché se ti diverti tu si sente.

Flavio Aquilone
Io faccio ruoli molto diversi, ma spesso lavoro in film drammatici, ruoli impegnativi anche dal punto di vista emotivo e quindi non mi dispiace un po’ di leggerezza. Anzi, amerei prendere parte a un classico Disney: prestare la voce a un principe, a un personaggio iconico della mia infanzia mi manca.
Il nostro è un settore sfidante: non si deve mai avere spocchia e presunzione, perché – come in tutti gli ambienti artistici – se non hai l’umiltà di ascoltare chi ha più esperienza non fai strada, per quanto tu possa avere talento. E poi non bisogna essere rigidi: è importante mettersi in gioco, accettare i consigli e anche capire quali sono i propri limiti per superarli. E per capire come migliorarsi non c’è nulla di meglio anche seguire le orme di un altro attore (quello che si doppia sullo schermo).
Comunque, chi volesse fare questo mestiere sappia che se si è dotati, si ha umiltà, carattere e intelligenza, prima o poi si riesce. Perché è un mestiere molto meritocratico.»






