Un toro che si rifiuta di combattere e preferisce occuparsi di fiori: è questa in poche parole l’idea alla base di Ferdinand, film d’animazione uscito nelle sale italiane il 21 dicembre che ha visto Marco Guadagno impegnato nella scrittura dei testi e nella direzione del doppiaggio.

Un’idea che nell’adattamento italiano ha riservato alcune sorprese. Ferdinand ha infatti la voce di Fabrizio De Flaviis, classe 1988 e un curriculum impressionante. Fabrizio ci rivela orgoglioso di essere stato scelto «proprio dalla casa madre a Los Angeles. Per le nostre sale si è infatti deciso di non seguire l’impostazione originale, che aveva premiato il “talent” John Cena (il wrestler selezionato in un moto d’ironia) principalmente per ragioni di marketing. La 20th Century Fox ha piuttosto voluto per l’Italia qualcuno che avesse un’aderenza vocale al personaggio, che per la grande corporatura richiedeva un timbro maturo, ma che fosse anche capace di adattarsi alla sensibilità di un toro pacifista con note più dolci e morbide.»
Doppiare un film di animazione, infatti, può essere più complesso che doppiarne uno live action, perché spesso i cartoon hanno più livelli di lettura (parlando a un pubblico di tutte le età). Quindi già in fase di scrittura dei dialoghi italiani bisogna fare molta attenzione alla traduzione e al linguaggio. Nella recitazione poi, sarà necessario diventare il personaggio, “sentire” le sue emozioni e trascenderle con estro, mantenendo però un realismo che permetta al pubblico di affezionarsi. Fabrizio conclude: «doppiare un cartone animato lascia più spazio alla fantasia, hai maggiori possibilità di esprimere quello che hai da dare tu. Se infatti come doppiatore normalmente seguo la regola generale di “aderire” al mio personaggio, in questo caso mi sono potuto permettere una maggiore libertà e leggerezza.»
Senza dimenticare il “paradosso del doppiaggio”: ossia più si riesce a centrare il cuore del personaggio e del film e maggiore sarà la l’autonomia con cui potremo muoverci.






