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Ha doppiato Jason Alexander in Seinfeld, ma anche Billy Bob Thornton in Goliath – serie in onda su Prime Video di cui 3Cycle ha fatto l’edizione italiana, gestendo tutto il doppiaggio – e in mezzo una tale quantità di attori da far girare la testa. È per questo che Marco Mete ci è sembrato l’osservatore privilegiato a cui chiedere degli (enormi) cambiamenti imperversati nel mondo delle serie tv.

Christain Raimo ha scritto su Il Post che “Seinfeld rappresenta una pietra angolare nella cultura statunitense, imparagonabile come impatto a nessuna serie pure leggendaria”: 30 anni dopo come è cambiata la serialità e il modo di doppiarla? «Permettetemi di iniziare dicendo che Jason Alexander e Jerry Seinfeld sono due comici straordinari e durante il doppiaggio ci divertivamo moltissimo e ridevamo a crepapelle delle battute, che a volte nascevano anche a leggio. Mentre Billy Bob Thornton (vincitore di un Golden Globe per la serie) in Goliath, naturalmente, fa tutt’altra parte. Utilizzando una maestria che mi rende onorato di prestare la mia voce a Billy McBride. La differenza fra i due prodotti risiede però, oltre che nelle evidenti peculiarità dei personaggi, soprattutto nel tempo a disposizione per noi doppiatori per svolgere il nostro lavoro: in tre decenni la produttività è aumentata in maniera esponenziale, il che ci spinge a doppiare in colonne separate. Mentre prima lavoravamo quasi sempre a leggio, tutti insieme, e questo fa la differenza, perché appunto spesso il prodotto originale si arricchisce. Invece adesso dobbiamo doppiare immaginando le risposte dell’altro personaggio in scena…

Anche i prodotti seriali da Seinfeld in poi sono cambiati moltissimo, sia in positivo sia in negativo: noi doppiatori siamo molto più occupati, ma andiamo anche incontro a un ricambio generazionale più rapido. Inoltre il digitale ci costringe a una pulizia del suono che spesso va a detrimento della qualità della recitazione: la battuta deve essere chiara e cristallina per facilitare il mixaggio e per consentire poi di inserire effetti speciali e suoni con maggiore precisione. 30 anni dopo però una cosa è certa: rimane sempre un bellissimo lavoro!»