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«Emozionare! I trucchi del mestiere sono tanti, e nessuno è tecnico. La tecnica è una cosa fondamentale per questo lavoro, ma è anche una cosa che si dimentica, che agisce in sottofondo, le doti davvero importanti sono emotive e soprattutto attoriali.» Parola di Margherita De Risi, giovane doppiatrice che ha recentemente lavorato con 3cycle per l’edizione italiana di We are The Wave (su Netflix dal 1 novembre).

«Quando mi chiedono consigli su un buon corso di doppiaggio, io consiglio un buon corso di recitazione teatrale. Tutto il resto si impara sul campo, ma è fondamentale sapere recitare, saper dare cuore. Io cerco di far emozionare quanto fanno gli attori che doppio, per dare voce a quello che accade sullo schermo bisogna colpire il cuore di chi guarda.

È grazie alla capacità di emozionare che in molti casi i prodotti – a livello recitativo – sono migliorati dal doppiaggio fatto bene. Certo, sono di parte, perché ho una passione viscerale per questo lavoro che si porta dietro una tradizione, una storia abbastanza magica.

Io ho cominciato a 5 anni perché mia mamma è doppiatrice. Ma ho iniziato piano, facevo cose mirate, e fin quando andavo a scuola aveva la precedenza lo studio. Da tre, quattro anni il doppiaggio è diventato un lavoro una cosa a tempi pieno (3 turni al giorno tutti i giorni), ma è stata un’escalation, non sono stati sempre questi i ritmi. Mia madre è stata molto brava, ha scelto un certo tipo di prodotti, un certo tipi di direttori, sono sempre stata molto seguita, ho imparato dai migliori. Il primo turno della mia vita comunque è stato un caso: ero con mia mamma e proprio in quei giorni in studio stavano facendo i provini per un cartone animato, servivano bambini e quando mi chiesero se volessi provare accettai. Da lì è iniziato tutto.

La notorietà è arrivata soprattutto con Malefincent, già dal primo film – 5 anni fa (e io nel frattempo sono un’altra persona, perché è passato proprio quel periodo in cui si cambia voce, avevo 16 e ora ne ho 21, quindi sono irriconoscibile). Ma probabilmente il prodotto a cui devo più successo finora è Soy Luna, una soap di Disney Channel che si rivolge ai pre-adolescenti (11-13) e che ha dietro un marketing allucinante. A lei devo moltissimi dei messaggi vocali che mi chiedono da condividere su Instagram!»